venerdì 20 febbraio 2009

Parte la campagna tesseramento 2009...


Cari compagni e compagne,
Voglio ricordarvi che il 20 Febbraio di tre anni fa si spegneva Luca Coscioni,candidato "on-line" al Comitato dei Radicali; capolista come già Tortora e Sciascia della Lista Emma Bonino sostenuto da 60 premi nobel che aumentarono nel tempo; Presidente di Radicali Italiani ; fondatore della nostra associazione che porta il suo nome. Luca, da nonviolento, richiese su se stesso la diminuzione delle terapie sposando la legalità e la conoscenza e mettendosi al servizio della Scienza come cavia per le sperimentazioni sulle staminali. Ma Luca era anche un marito amato, un uomo colto e intelligente, un poeta, un simbolo per tutti noi e un urlo che ci spinge a correre contro vento anche se la salita è ripida e le gambe ci tremano. "Dal corpo dei malati al cuore della politica" è uno slogan di una portata incalcolabile che ci porterà ancora domani a ricordarlo nei numerosissimi tavoli organizzati dai compagni di tutta Italia per resistere ad oltranza secondo usi e costumi dei Radicali, combattenti per natura e necessità. Vi scrivo anche per dirvi che è urgente che riconfermiate la vostra iscrizione annuale all'Associazione (quota 100 euro socio ordinario e 200 socio sostenitore) o alla nostra Cellula Coscioni (di 20 euro), unica in Puglia, che pur neonata, ci ha regalato tantissime emozioni coi suoi mille modi sempre diversi e unici di farsi sentire e di ergersi a tutela dei diritti dei malati e della libertà, che è democrazia. E' stato un anno molto intenso e abbiamo fatto tantissimo insieme: tavoli di raccolta firme e informativi, dibattiti, conferenze, la splendida e suggestiva maratona oratoria in occasione della morte di Piergiorgio Welby e tanto altro, il tutto sempre e comunque permeato e sospinto dall'entusiasmo, dalla speranza, dalla tenacia, dalla voglia di confrontarci e crescere insieme nel nome di Luca e delle battaglie radicali. Oggi la situazione è quantomai critica, soprattutto all'indomani della recente scomparsa di Eluana (che è finalmente libera!), essendoci il rischio che la proposta di legge-tortura "Calabro" sul testamento biologico venga approvata: essa permetterà che il nostro corpo come quello di Luca, di Piero, di Eluana e di tanti altri senza voce e senza volto continui ad essere violentato ripetutamente da tutto ciò che ci viene somministrato e a cui siamo sottoposti senza il nostro libero consenso e senza la LEGITTIMA possibilità di AUTODETERMINAZIONE. Noi compagni non possiamo assolutamente permetterlo e dobbiamo fare il possibile, anche nel nostro piccolo, per evitarlo. Per questo, per continuare a sognare, per poter essere liberi nel rispetto della legge, per garantire a tutti gli stessi diritti e per poter arricchirci ancora IMPAZZENDO DI LIBERTà, vi chiedo l'iscrizione alla Nostra Associazione per l'anno 2009 per riconfermare lo stesso numero dello scorso anno (12 iscritti) con necessariamente almeno 5 iscritti all'Associazione Nazionale ma sperando di crescere ancora, ancora e ancora... e per arrivare all'anniversario della fondazione della nostra cellula pugliese che compie un anno il prossimo 2 marzo.
Contattatemi al più presto.
Un caldo saluto.

Mariangela Gallù, tesoriera della cellula Coscioni di Francavilla Fontana.

sabato 14 febbraio 2009

Riflessioni sul ddl Calabrò.

Che cosa prevede il ddl Calabrò relativo alla cosiddetta legge su (o piuttosto contro?) il testamento biologico? Mi sembra opportuna una riflessione anche affinché coloro i quali continuano a snobbare la portata di questa problematica si rendano conto di cosa c’è in gioco.
Anche ascoltando le interessanti e autorevoli osservazioni rese da esperti come il prof. Rodotà o il prof. Marino, ho ritenuto di mettere insieme qualche spunto per fornire un contributo di chiarezza sulla legge che si rischia di approvare da qui a poco nel nostro Paese.

L’art. 1 co.4 esordisce così: “La Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile ed indisponibile”.
Si tratta di un’affermazione puramente ideologica che trasferisce il dettato della chiesa cattolica (e non è la prima volta, per carità!) in una legge dello Stato italiano. Come questa affermazione possa reggersi in piedi rispetto al quotidiano, al vissuto di ognuno di noi, è un vero mistero. Non mi voglio impelagare in tecnicismi e nel richiamo dell’art. 32 Cost. , ma mi limito a dire che il principio che viene enunciato in questa legge cozza con la realtà di fatto ( non solo di diritto) che ognuno di noi vive costantemente, quando formula qualsiasi scelta: la volontà di non subire trasfusioni o di non sottoporsi ad un trattamento di chemioterapia è assolutamente un diritto che nessuno può toglierci anche se da questa nostra condotta derivi la morte.
Art. 2 co. 2: “non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente”.
Su questo comma valgano le stesse riflessioni di sopra, con l’aggiunta che l’articolo ci pare scritto in un italiano assolutamente inadeguato.
Art. 5 co. 1 “Nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento il dichiarante esprime il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari” .
L’articolo 5 mette a nudo lo spirito che ha mosso gli ideatori di questo ddl: il tentativo di spendersi per far sì che la parola dell’individuo conti quanto il due a briscola. Si parla infatti di un vago quanto debole “orientamento” e il punto non è da sottovalutare.
art. 5 co. 6: “Alimentazione ed idratazione(…) sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento
Ecco il punto più controverso: il nostro Paese sarà (se non ci diamo una mossa) il primo a dotarsi di una legge sul testamento biologico che impone però un “qualcosa” su cui l’ideologia vaticana prende il sopravvento rispetto all’indicazione dell’OMS, che definisce alimentazione e idratazione dei trattamento medici.
art. 6 Le Dichiarazioni Anticipate di trattamento (DAT) non sono obbligatorie né vincolanti(…)
Questa è veramente la barzelletta, come a dire “abbiamo scherzato”. Come a dire che anche ciò che viene previsto nello stesso articolo e la burocratizzazione perversa che si impone ad un cittadino per poter disporre della propria vita (le dichiarazioni “sono raccolte esclusivamente da un notaio a titolo gratuito. Alla redazione della dichiarazione interviene un medico abilitato all'esercizio della professione” e ancora “ la Dichiarazione ha validità di tre anni, termine oltre il quale perde ogni efficacia”) sono un ostacolo marginale, rispetto al fatto che quella dichiarazione può essere del tutto vana.

Come ha osservato giustamente il sen. Marino, chi volesse a 20 anni (con un’aspettativa di vita che arriva ai 90) redigere un testamento biologico sarebbe costretto a ripetere quell’iter assurdo e, peraltro, “non vincolante” per 23 volte, sempre facendosi accompagnare da un medico e da un fiduciario e andando a scomodare un notaio.
Sia chiaro: se verrà approvata questa legge, non avremo più casi Englaro, né casi Welby. Almeno (e, probabilmente, soltanto) in teoria.
Lor signori si saranno lavati la coscienza buttando nuovamente nel più buio e squallido angolo di clandestinità migliaia di uomini, condannati allo strazio di una vita che essi non vogliono più. Quegli uomini, per essere liberi, dovranno sperare che qualcuno faccia ciò che la legge vieta, dovranno sperare che nessun loro parente sia così pazzo o “crudele” come Mina Welby o come Beppino Englaro.
Sergio Tatarano- Presidente Cellula Coscioni Francavilla Fontana

venerdì 13 febbraio 2009

Eluana: la vita, la morte, il dolore, l'egoismo, l'amore.

TURBATO Personalmente, quando ho saputo della morte di Eluana, mi sono sentito svuotato. Anche se sono stato insieme ai miei compagni a sostegno della lotta di Beppino, certamente non fatta a cuor leggero, non ho potuto fare a meno di commuovermi.
LIBERATO MA NON FELICE D’altronde, chi pensa che Beppino abbia potuto esultare quando è stato raggiunto dalla notizia della morte di Eluana forse si è fatto coinvolgere un po' troppo dalle mistificazioni messe in atto dalla stampa e dalla tv di regime.
EGOISMO O AMORE? Ho letto tante crudeltà scritte sul conto di Beppino, tra cui quella per la quale egli si sarebbe comportato da egoista: in realtà, è paradossale accusare così superficialmente un padre che si è battuto per realizzare il desiderio di una figlia e che sarebbe stato certamente egoista se avesse voluto mantenere in vita la “sua bambina” che aveva espresso una volontà differente prima dell’incidente (in un momento in cui poteva farlo, si capisce!).
COS’E’ IL DOLORE? COS’E’ LA MORTE? Non credo che la morte possa avere sempre, in ogni caso, lo stesso significato. Una persona uccisa da un colpo di pistola, una ragazza violentata e poi strangolata, sono casi che suscitano lo sdegno unanime di qualsiasi cittadino nelle cui vene scorrano sentimenti di umanità.Vi sono casi, poi, in cui per amore sopprimiamo, per esempio, un animale che vive da tanti anni con noi, perché, vedendolo malato, non ne possiamo sopportare la sofferenza e cerchiamo dunque di interpretare i segnali che quello ci manda come se ci dicesse “basta!” e invocasse la morte. Questa è cattiveria? Siamo assassini, sia pure di animali, ma comunque assassini? In questo caso la morte è altra cosa; coincide, a mio avviso, con la fine delle sofferenze, non con un omicidio né con un gesto di malvagità.Ma poiché non siamo animali e abbiamo al contrario la possibilità di esprimere le nostre scelte, ecco che allora fornire delle indicazioni precise sulle cure cui vorremmo essere sottoposti per quando non dovessimo avere la forza di comunicare, è una facoltà in più, un diritto che qualcuno potrebbe voler sfruttare (nonostante ci vogliano imporre “l’indisponibilità della vita”): qualcuno come Welby, come Wojtyla, come Eluana. Ma, sia chiaro, chi vorrà continuare a vivere nonostante quelle atroci sofferenze mi vedrà lottare con la stessa convinzione perché le cure siano prolungate nel rispetto della sua volontà.
Sergio Tatarano- Presidente Cellula Coscioni Francavilla Fontana